Nonni globetrotter

Lettera di Gerardo e Rosanna
Visto che la nostra storia è un po’ lunga e complessa, anche se comune a molti, proverò a sintetizzarla quasi per paragrafi a se stanti, sottolineando magari i temi più utili o frequenti, lasciando invece sullo sfondo sia i fatti sia la cronologia degli eventi.

  1. Una famiglia, una storia, se poi si tratta di due famiglie di diverse culture o provenienze, altre storie ancora; se poi ci sono i nipoti, le culture si sovrappongono, si mescolano, tanto più se frequentano una scuola non italiana; se poi le famiglie si dividono, nascono altre storie ancora, ancora più complicate se si vive all’estero.
  2. Allora, facciamo la prima divisione tra due categorie: i nonni per le feste o le emergenze (10/15 giorni al massimo l’uscita fuori casa) e i nonni di sostegno permanente o semi permanente presso la casa del figlio/a che lavora all’estero.
    Noi conosciamo molti amici che si trovano nella prima categoria, mentre per la seconda ne conosciamo ancora pochi e visto che, come è facile immaginare, i compiti e le responsabilità sono molto maggiori, sarebbe utile soffermarci proprio su questi ultimi.
  3. La nostra storia comincia ovviamente dalla nascita di una prima nipote, seguita a poco più di un anno, da una seconda; entrambe italo-turche dotate di genitori laureati e bene occupati (e di questi tempi non è poco). Correva l’anno 2009, si poteva ancora andare in pensione ed insieme a mia moglie (già pensionata) volare a Washington, che meraviglia!
  4. Un aspetto molto comune alle coppie in trasferta all’estero è che uno dei due ha il lavoro più pregiato, da tutti i punti di vista, mentre l’altro rimane spesso disoccupato o quasi. Nessun problema, si potrebbe dire, vorrà dire che il non-occupato potrà utilmente occuparsi dei figli. Ed è quello che è accaduto, ma fino a che la coppia regge, poi?
    Se, per lavoro, si è costretti a stare spesso fuori (per intenderci viaggi all’estero per 10 e più gg) i bimbi più o meno piccoli, se non c’è l’altro genitore, si lasciano ad “esperte” babysitter? C’è chi lo fa o è costretto a farlo, c’è chi chiama mamma e papà. A noi è arrivata la chiamata; potevamo non rispondere? Ma nemmeno per un momento, anche se non senza rimpianti, avendo un’altra figlia e la nostra prima nipote in Italia, per fortuna ormai sufficientemente grande.
  5. Prima di ricapitolare i paesi del mondo dove abbiamo vissuto in questi anni, si potrebbe aprire il primo tema generale: matrimoni misti (un valore aggiunto? una iattura? un non problema?). Naturalmente per noi non ci sono dubbi: la genetica parla chiaro e i risultati, almeno dal punto di vista estetico, sono eccellenti (e non solo per i “cuori di nonni”); d’altra parte è indubbio che, anche a livelli culturali avanzati, ci siano grandi differenze e che, potendo scegliere, noi avremmo qualche consiglio da dare, ma con l’Amore i consigli non servono a niente, si sa.
  6. Nell’ordine, dopo una pausa italiana, si riparte per l’Armenia dove affrontare la scuola materna, poi le lontanissime Fiji dove affrontare la scuola elementare e ora dal 2015 in India, a New Delhi.
    Ho insistito sull’esperienza scuola, ma non è l’unico problema rilevante a questo livello d’età; anzi più in generale, sarebbe interessante approfondire proprio il problema linguistico, così legato a quello culturale-familiare. Del tipo: che lingue sanno, che lingue usano le mie nipotine, perché, per come al di là di quello “che sarebbe meglio” c’è la realtà quotidiana che sovrasta e che non è semplice e facile controllare o modificare.
  7. Qui si aprirebbe una grande parentesi sui nonni in generale: come genitori siamo stati chiamati tutti ad assumerci le nostre responsabilità nei confronti dei figli (direi senza soluzione di continuità) ma, come nonni, abbiamo imparato, direi da subito, a fare un passo indietro: noi ci siamo solo e soltanto per i nipoti, non certo per cercare di risolvere i problemi tra adulti consapevoli e vaccinati. E lo vado insegnando ai miei colleghi neo-nonni (godetevi questa meravigliosa parte: quella dei piaceri, lasciando interamente ai legittimi genitori, quella dei dispiaceri (malattie, medicine, punizioni, ecc.) E poi siamo anche fortunati; abbiamo ottimi rapporti con nostro genero (ottimo padre) e stiamo spesso a Istanbul o lui viene in Italia o qui a Delhi a trovare le figlie.

Concludendo, un ultimo aspetto va assolutamente citato; è vero, siamo pensionati, per definizione, “nullafacenti”, ma non è vero che non sappiamo che fare! Abbiamo attività (anche se volontarie), idee socio-politiche (da portare avanti, siamo o no la maggioranza noi anziani, almeno qui in Italia), progetti (hobby, ecc.), amici (fidati e in quantità) e in tutti questi anni lasciare tutto non è sempre stato facile e senza rimpianti.
L’unica consolazione: ho iniziato con una ristretta mailing list con “cartoline dall’America”, poi allargatasi ad un gruppo amicale più numeroso di “forza Fiji” fino all’esperimento del blog dall’India (aindiafacaldo.wordpress.com, sfruttando il modo di parlare italiano di mia nipote più piccola !).

G. & R.

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