Boston, quest’anno mi mancherai

Boston laghetto

Cara Boston, quest’anno non ci vedremo; mi mancheranno la tua estate ed il tuo autunno ma – che ci vuoi fare – il mio adorato expat e famiglia si trasferiranno per un po’ in un’altra città (non ti dico quale per non farti ingelosire …). Ti sembra strano che proprio io che ti chiamo “piccola città, bastardo posto” possa avere nostalgia di te; tu non ti sei mai offesa perché, nel profondo del tuo cuore, lo sai bene di essere piccola (hai solo 630.000 abitanti che fanno di te la 21^ tra le grandi città degli Stati Uniti) e “bastarda” perché sei la 6° città più cara di tutti gli Stati Uniti e la 21° città più cara al mondo! Nonostante ciò, mi mancheranno le passeggiate per andare a Cambridge, attraversando a piedi l’Harvard Bridge sul fiume gelato in inverno e che, invece, pullula di barche a vela e vogatori in estate; mi mancheranno i mercatini estivi a Copley Square e l’orgia dell’alimentare bio – naturale – organico che offre il supermercato Wholefoods. Mi mancheranno i concerti della Boston Synphony Orchestra e la ballerina di Degas a cui non manchiamo mai di porgere il nostro saluto al Museum of Fine Arts . E a proposito di questo museo mi rammarico sia di perdermi la mostra sulle sculture in ceramica di Andrea della Robbia, sia di non poter assistere quest’anno alla mostra-mercato  delle opere degli studenti e dei professori organizzata dalla School of the Museum of Fine Arts (in passato ho acquistato alcune litografie bellissime). Mi mancheranno i parchi  e il frog pond  dove d’estate i bambini sguazzano con l’acqua che arriva alle caviglie (o poco più su, dipende dall’età dei bambini) e d’inverno ospita una pista di pattinaggio. Dovrò fare a meno di curiosare tra le boutique di Newbury Street , con i loro prezzi fuori budget e salterò il turno negli ottimi negozi di “seconda mano” dove spesso si trovano capi griffati a prezzi scontatissimi. Sentirò la mancanza – in periodo natalizio – delle file nei negozi italiani del North End per acquistare il panettone per i miei fuggitivi. Le ostriche fresche mi mancheranno ogni giorno e in qualunque stagione; e quando passerò davanti la pescheria sotto casa non potrò non rimpiangere le ostriche sui vassoi ghiacciati proposti da Legal Sea Food, da Neptune  e dall’Union Oyster House. Ancora di più mi mancherà l’appartamento che da anni affittiamo. In passato ho cercato sistemazioni alberghiere economicamente sostenibili ma in questa città scarseggiano, meglio rivolgersi ad agenzie per affitto appartamenti; noi ci siamo trovati benissimo con Bed and Breakfast Associates che, tra l’altro, ci ha introdotto al South End, un quartiere molto carino e vivace  con alcuni locali e ristoranti di cui sentirò la mancanza: – la prima colazione da The Buttery  o da Nero , soprattutto in inverno – per pranzo ancora frutti di mare da B & G Oysters – musica dal vivo e cena da The Beehive Non sentirò invece la mancanza della neve e del vento; non mi mancheranno le 2 ore di coda per il controllo passeggeri e bagagli; non dovrò rinnovare, per ora, il permesso per l’ingresso in USA. In ogni caso, stai tranquilla Boston: il prossimo anno ci rivediamo! A presto      

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