Cosa fai a Capodanno?

Lettera di Gio

Carissime Mamme di cervelli in fuga, scrivo a voi perchè  so che potete capirmi. Non  sono una mamma o una parente di expat, ma anche io vivo l’emigrazione dei cervelli come voi, ossia da casa. Molti miei amici coetanei sono fuori, chi ha cambiato città, chi Paese, chi fuso orario. Sono abituata a sentirli solo su WhatsApp, Facebook o Skype. E’ la nostra quotidianità.

Si avvicina il Natale e scatta la classica domanda “Cosa fai a Capodanno? Vai da qualche parte?”
– Ma scherzi? A Capodanno? Ma tornano tutti! Chi vive a Strasburgo, quelli che sono a Milano, a Londra, a Parigi, a Dublino, a Vienna, a Barcellona, a Parma o a Torino… finalmente posso rivederli tutti insieme, come ai vecchi tempi, posso passare le serate con loro a bere birra e raccontarci tutta la nostra vita di un anno. Ritornano le serate pizza&film, i giochi da tavolo, i caffè al bar,  come se non fosse cambiato nulla, come se fossimo ancora nella stessa città.

Per me le feste natalizie sono un continuo: “Allora, quando vieni? quando riparti?”, “Ci sei dal – al?”, “Ok, pranzi dai tuoi poi ci vediamo in serata!”. Aggiornamenti di agenda per salutare tutti e vivere un anno di amicizia in una sola settimana.

Ci sforziamo per convincerci che i chilometri di distanza non siano un grosso problema per le nostre amicizie, ma forse la vita le metterà a dura prova. Eh sì, un po’ è inevitabile. Con i matrimoni, i primi figli, un po’ alla volta saremo inghiottiti dalle rispettive vite nei rispettivi Paesi.  Voglio credere che cresceranno con tanti zii sparsi per il mondo da andare a trovare.

Ma voglio anche pensare, che presto o tardi, ritorneranno tutti.
Intanto, io li aspetto.

 

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