Diario di un cervello in fuga nel XXI secolo

diario-cervello-fuga-intervista-tiziana-lilò-653x367

di Tiziana Lilò
Diario di un cervello in fuga nel XXI secolo
Edizioni Pubme, 2020, pp. 396, € 17,10 (su Amazon)

Se volete conoscere un po’ meglio le “avventure” in cui si imbattono i nostri figli quando si trasferiscono all’estero, allora dovete leggere il diario di Tiziana Lilò.
Nelle intenzioni dell’autrice, il diario vuole essere soprattutto un vademecum per i neo “cervelli in fuga”. Ma, dal momento che noi genitori siamo tutti un po’ “impiccioni” (in realtà desideriamo essere molto partecipi della vita dei nostri figli all’estero), il vademecum di Tiziana va bene anche per noi quando ci troviamo a voler dare consigli ai nostri expat.
Mi sono proposta di leggere il diario “dalla parte di un genitore”, un genitore come il papà di Tiziana che accompagna figlia e compagno all’aeroporto e, probabilmente, sa che il loro è un salto nel buio: i due giovani sono stanchi di una provincia italiana che offre loro poche prospettive e decidono di affrontare il Regno Unito pur in assenza un progetto preciso e con scarse conoscenze della lingua inglese.
La narrazione puntuale di otto mesi di vita a Newcastle occupa oltre trecento pagine. Otto mesi di tenacia, di sacrifici, di allegria e di delusioni. “È dura l’avventura” dirà a un certo punto Tiziana.
È dura al punto che dopo otto mesi, la coppia decide di lasciare il Regno Unito e tentare una nuova avventura in un altro paese (Canarie).
I mesi trascorsi a Newcastle sono segnati innanzitutto da una grande solidarietà di coppia nell’affrontare la nuova sfida e questo è un elemento molto importante sia per la coppia sia per la tranquillità dei genitori distanti.
Certo, se noi genitori venissimo informati, giorno per giorno, delle mille difficoltà e peripezie che giovani come Tiziana e Damiano affrontano all’estero, saremmo molto in ansia: la ricerca di una casa e le frodi in agguato, la ricerca di un lavoro, i relativi colloqui e lo sfruttamento sempre dietro l’angolo, una burocrazia ostica e i muri linguistici, la puntualita’ dei i servizi di trasporto, il clima infame, il complicato sistema sanitario.
Ma ovviamente non è tutto buio: c’è l’accrescimento personale, ci sono i nuovi amici, la solidarietà della comunità italiana all’estero, le gite “fuori porta” e tanto, tanto orgoglio e ammirazione da parte di madri e padri in Italia.

Dalla partenza da Newcastle ad oggi, Tiziana e Damiano sono ancora insieme. Sono tornati in Italia, si sono sposati, hanno trovato o ritrovato il loro lavoro e affrontano la vita con la “ricchezza” che l’esperienza all’estero ha donato loro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *