È solo per pochi mesi: il programma Erasmus

26- e solo per qualche mese (1)

 

Sempre più studenti italiani partecipano al programma Erasmus (nato nel 1987).

Nell’anno accademico 2015-16, 26.055 giovani sono partiti; di questi, 20.939 usufruiscono del programma con l’obiettivo di studiare mentre i restanti 5.116 vanno all’estero per realizzare un tirocinio in imprese estere.

Nel 2008, l’8 % dei laureati aveva partecipato al programma Erasmus; nel 2013 sono diventati il 9,3%. Non è ancora disponibile un dato di consuntivo, ma gli universitari italiani in uscita nel 2017/18 dovrebbero essere 41mila. Dall’inizio del programma (1987) fino a oggi, il programma Erasmus ha coinvolto oltre 4milioni e 200mila studenti. L’Italia ha contribuito per il 10%, posizionandosi tra i quattro principali paesi per numero di giovani in partenza per esperienze di studio verso destinazioni europee (dopo Spagna, Germania e Francia).

Se si guarda ai ragazzi europei che scelgono l’Italia come destinazione-Erasmus si osserva che il nostro paese è al quinto posto, poco dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con 22.772 studenti europei ospitati nelle nostre università nel 2015-16.

È possibile che Erasmus (così come i programmi Leonardo, Erasmus Plus, Erasmus Mundus) possa essere il primo slancio verso la cosiddetta “fuga di cervelli“?

La risposta è si: un’indagine di Alma Laurea indica che chi ha vissuto un’esperienza di studio all’estero, dopo la laurea è più propenso a cercare lavoro in un altro Paese e i numeri ne sono la prova: nel 2013, il 48% dei laureati ha ammesso di voler intraprendere un percorso professionale oltreconfine e di questi la stragrande maggioranza (il 74%) aveva già partecipato a un programma europeo; il più gettonato è stato l’Erasmus, infatti, cinque anni dopo la laurea, il 40% degli studenti Erasmus (o degli studenti che hanno partecipato ad un programma di studi all’estero) si è trasferito in un altro Paese e il 93% desidera un futuro oltreconfine.
Perchè? A mio parere, l’Erasmus rientra in un bagaglio di esperienze che un cervello in fuga sicuramente ha utilizzato e che un futuro cervello in fuga sicuramente utilizzerà. Come grazie ad un vero kit di sopravvivenza, con l’Erasmus, l’expat ha imparato (o imparerà) ad apprezzare ciò che è diverso da casa, ha fatto nuove amicizie (internazionali), ha imparato almeno una nuova lingua, ha imparato a controllare la malinconia, ha conosciuto e apprezzato nuovi sapori, ha studiato, ha superato esami ed ha conosciuto nuovi codici di comportamento, ha dimostrato di sapere restare in contatto con la famiglia e gli amici storici, ha incontrato nuovi amori, ha imparato a cogliere ed apprezzare nuove opportunità, si è divertito, ha riso, si è sfogato, ha urlato, ha pianto, ha aiutato altri amici.

Erasmus cambia la vita ma non è solo per pochi mesi!

 

Suggerisco: – “L’appartamento spagnolo” (film 2002)

Un pensiero su “È solo per pochi mesi: il programma Erasmus

  1. Secondo me, la cosa fondamentale che ha imparato e’ la differenza tra la qualita’ delle condizioni lavorative europee e non, e quelle italiche…potendo scegliere…

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