Feste in solitudine

Lettera di mamma Maria

Condivido con voi la mia tristezza per la lontananza da mia figlia, genero e due nipotini di 7 e 2 anni e mezzo, che vivino da 8 anni in Germania e che non abbracciamo fisicamente ormai da quasi tre anni.
Per le festività assale una grande tristezza, specie quando ti chiedono: “Quando arrivano i tedeschi?”….
Anche quest’anno le feste sono passate.
Feste passate in solitudine, peggio che negli anni passati. Affetti più cari lontani sia fisicamente che affettivamente.
Nessun regalo da offrire e niente da ricevere.
Niente abbracci e auguri scambiati, niente amore da dare o ricevere.
Niente da ricordare per nessuno di noi.
Ogni festa che passa lascia il vuoto nel cuore, un vuoto che diventa sempre più grande, incolmabile.
Non lasceremo traccia nei ricordi dei nostri nipoti che, pensando alle festività, le ricorderanno senza di noi; anche per loro ci sarà sempre un vuoto da colmare, una mancanza, una assenza di affetti ed amore non vissuti.
Non ci sarà per nessuno di noi un ricordo da conservare gelosamente nel profondo del cuore, un ricordo che nei momenti difficili della vita ti aiuta ad andare avanti traendo, da quel ricordo, la forza di chi ti ama o ti ha amato.
Queste feste, appena passate, lasciano l’amaro nel cuore, per i momenti non vissuti, per la mancata gioia di condividere con chi si ama la festa, la convivialità fatta anche da baruffe e litigi, incompresioni ma anche di pace fatta, di lacrime di gioia, di silenzi e sguardi da portare per sempre nel cuore.
Quanto mancano le manine da stringere, la faccine da baciare, la gioia di vederli gioire nell’aprire un pacchetto pensato per loro. Quante emozioni mancate, che nessuno mai ci darà indietro. Non ci resta che immaginare e sognare, cercando di mandar giù quell’inevitabile magone che ti prende ogni istante mancato.

Maria

5 pensieri su “Feste in solitudine

  1. Noi che aspettiamo Natale per incontrare, abbracciare e tenere stretti a noi i nostri figli, i nipoti e non importa se è il 25 dicembre, potrebbe essere qualunque giorno di qualunque mese… per noi sarà Natale!!!
    Noi che abbiamo sempre il cellulare a portata di mano…”e se mi chiamasse? ed io non faccio in tempo a rispondere…”
    Noi che abbiamo imparato subito ad usare smartphone, tablet e computer perché non abbiamo tanto tempo…
    Noi che chiediamo a Google, Alexia, che tempo fa nelle città dove vivono i nostri figli.
    Noi che parliamo con questi strumenti come fossero persone, perché ce li hanno regalati i nostri figli e allora…anche quelli fanno parte della famiglia, ci danno notizie, ci fanno compagnia con la musica, ci raccontano storie e tanto altro.
    Noi che poi leggiamo lettere come quella di Maria, struggente e carica di sofferenza, ci accorgiamo che le distanze allontanano perché, se ci sono difficoltà oggettive da entrambe le parti, diventa difficile riunirsi anche solo per pochi giorni.
    Noi che ci auguriamo di leggere presto una lettera di Maria “diversa” e con questa speranza mi rivolgo a tutti i figli: appena potete, andate a trovare i vostri genitori, anche solo pochi giorni, poche ore; a noi basta veramente poco per avere serenità e godere della gioia di stare insieme.
    Un grande abbraccio a Maria e a tutti i genitori che purtroppo non possono incontrare i loro figli spesso.

    1. Ricambio il tuo abbraccio, cara Lella. Anche a casa mia lo smartphone è sempre connesso, in attesa di un messaggio o di una video chiamata. Purtroppo non sempre i tempi di casa mia coincidono con quelli di casa loro, i bambini vanno a letto presto, di giorno sono a scuola e i genitori sono a lavoro. Ogni tanto si riesce a fare un collegamento, le chat sono fitte fitte di messaggi. Però molto si perde, la quotidianità, il percorrere le strade che ogni giorno percorrono i loro piedi, vedere quello che vedono loro, che vivono loro, quello si perde. Negli anni passati sono stata diverse volte da loro, quando è nata la prima nipotina e poi il secondo, ho passato diversi mesi con loro. Vivere la quotidianità, andare a lasciare e prendere i bimbi a scuola, vedere la nipotina orgogliosa di farsi vedere con la nonna, come gli altri bimbi … tutto questo manca, un collegamento video non può dartelo e non può darlo a loro. Cerco in ogni modo di essere presente nella vita dei miei nipoti e spero presto di porter andare più spesso, anche per pochi giorni. A presto

  2. Carissima Maria le tue parole sono toccanti e certo le fesività di Natale e fine dell’anno sono proprio le più tristi se non si hanno accanto i propri cari, ma scusa l’impertinenza: c’é qualcosa di cui tu non scrivi che ostacola l’incontro perchè la Germania, diciamo, é qui dietro l’angolo. Noi abbiamo un’unica figlia che vive a S.Francisco non ci siamo potuti incontrare per le Feste ma abbiamo reso rovente il PC usando Skype.L’amore si nutre anche con la lontananza sono sicura che quanto prima potrete riabbracciarvi tutti!!!! Ambra

    1. Cara Ambra, quello che ostacola il nostro incontro sono problemi familiari: assisto 24H su 24H mia madre affetta da demenza vascolare e mio padre, anche lui anziano e mal messo ma che non vuole sentire ragioni di prendere una badante che possa regalarmi qualche giorno per scappare dai miei amori in Germania. Per mia figlia sarebbe dispendioso venire: hanno comperato da poco casa e hanno tante spese da affrontare. Non sono nemmeno potuta andare per aiutarla nel trasloco e ha dovuto fare tutto da sola con il marito, non sai quanto mi è dispiaciuto non poterla aiutare come ho fatto in passato. Purtroppo se non risolvo la situazione dei miei genitori non posso andare, non posso lasciarli soli nemmeno un minuto, per fortuna abitiamo nello stesso palazzo, ma non ti nego che la fatica è tanta. Per grazia di Dio ci sono PC e smartphone che rendono la lontananza un poco più accettabile, ma è dura!. Ti abbraccio e grazie per le tue parole.

      1. Maria, te lo dico con tutto l’affetto del mondo, perciò spero che queste parole non ti urtino, ma qui c’è un problema di base che non è la lontananza di parte della famiglia. Ti occupi con affetto dei tuoi genitori e sembri una mamma meravigliosa, ma tuo padre non può tenerti in “ostaggio”. Parlo per esperienza, non vuole una badante? Per 5-6 giorni sopravviverà anche se gli metti in casa qualcuno che non vuole. Sarà l’età, sarà la malattia, ma non può tenere ferma te perché lui non vuole qualcosa. Punta i piedi, organizzati, parti, e trascorri qualche giorno con tua figlia. Tuo padre sopravviverà e tu ricaricherai le batterie.

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