I “no” dei genitori come strumenti di crescita

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Scrive Daniela, consigliandoci questa lettura:

Mio suocero, quando nacque nostra figlia, ci regalò questo libro che diventò la nostra Bibbia .
Tutt’oggi Claudia (23 anni e studia a Parigi) ci rimprovera di essere stati severi con lei. Ma ritengo che la sua autonomia, la capacità di affrontare da sola le situazioni difficili, l’avere sviluppato un pensiero autonomo, riuscire a controllare gli impulsi e dominare l’ansia e sopportare i momenti duri della vita possa considerarsi una piccola vittoria .
A volte un “no!” può essere molto più efficace, positivo e formativo di un sì. Nell’educazione dei figli nessuno è certo di avere comportamenti giusti o di usare le parole giuste. I figli crescono e devono diventare “altro” rispetto ai genitori. Bisogna fornirgli gli strumenti per camminare da soli lungo il sentiero della loro vita. Dobbiamo lasciarli andare, con la tristezza nel cuore, rimanendo ad un passo indietro, vigilando a distanza, essendo sempre pronti ad intervenire qualora ce lo chiederanno.
Non è semplice riuscire a non soffocare i nostri figli con le nostre ansie ( soprattutto quando vivono lontano ) ma dobbiamo tentarci.
Aiutiamoli a prendere in mano la loro vita, a fare le scelte giuste per loro e non per noi, rendiamoli uomini e donne liberi. Questo significa amarli.

Un pensiero su “I “no” dei genitori come strumenti di crescita

  1. Non molto tempo fa mia figlia trentenne mi ha ringraziata per essere stata “un po’ rigida” con loro: “non so come saremmo finite se ci avessi lasciato fare tutto quello che ci passava per la testa”. Da anni lavora in giro per il mondo, in regioni anche molto pericolose, ma almeno so che il coraggio, la determinazione e l’attenzione alle cose importanti della vita non le mancano ed è già un conforto.

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