Identikit dei figli all’estero

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Quando le mamme dei cervelli in fuga s’incontrano, è tutto un: “mio figlio dice che…” , “anche il mio…” le fa eco un’altra mamma; “mia figlia ormai non sopporta che…”, “anche la mia…” risponde un’altra. E così via. Insomma (genere a parte) i figli all’estero sembrano essere tutti uguali.

Ora, un sondaggio promosso nel 2016 e ripetuto quest’anno da Internations ha tracciato il profilo degli italiani all’estero:

– maschio (51%) – femmina (49%);

– sposato o con partner fisso (57%);

– in possesso di una specializzazione post laurea o di un dottorato di ricerca (59%) ma non sempre il titolo di studio corrisponde ad un coerente livello occupazionale;

– parla la lingua del posto correntemente (38%);

– lavora come impiegato o manager (54%), raramente nel top management (9%) e ancora più raramente è “arruolato” nel mondo accademico (4%);

– lo stipendio è superiore a quello italiano (72%);

– l’offerta di lavoro è il motivo principale dell’espatrio (il 23% ha trovato lavoro autonomamente, il 18% è comandato dall’azienda all’estero);

– è soddisfatto della vita che conduce all’estero (79%);

– è soddisfatto dell’economia locale (70%);

– solo in parte ha difficoltà a stabilire nuove amicizie (16%);

– ritiene che i principali benefici del vivere all’estero siano: gli standard di vita, l’economia e il mercato del lavoro, i servizi e le infrastrutture;

– è soddisfatto della propria vita all’estero (78%);

– gli aspetti negativi della vita all’estero: il clima, il costo della vita, la distanza da casa;

– ha già vissuto in tre o più paesi stranieri (31%);

– solo 1 su 5 desidera restare all’estero per sempre ma solo 1 su 4 ritiene possibile il rientro in Italia.

 

E’ proprio questo l’identikit dei nostri expat?

2 pensieri su “Identikit dei figli all’estero

  1. Mio figlio laureato in lingue e comunicazione vive a Sofia da 18 mesi e dopo i primi sei mesi di formazione si ritrova già con un contratto a tempo indeterminato. Quando viene a casa non fa che dire “mamma mi basta stare qua 2 giorni x capire che il mio futuro non potrà mai essere in italia…

  2. Si, ritrovo perfettamente il profilo ed il pensiero di mia figlia (tranne per la facilità di fare amicizia con gente del posto, dove lei sta incontrando qualche difficoltà).Mia figlia Erasmus in Olanda, Double degree in Danimarca e da 3 anni lavora presso una multinazionale a Barcellona.

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