Il battesimo dell’aria per le nonne dei cervelli in fuga

Lettera di mamma Stefania

Questa settimana nella mia famiglia è successo un fatto epocale: mia mamma, una signora di 86 anni con un’energia ineguagliabile, ha preso l’aereo per la prima volta in vita sua per andare a trovare mia figlia, sua nipote, a Edimburgo.
Mia figlia Alessandra, 20 anni è in fuga già da due. Alla fine della maturità, come fanno ormai sempre più ragazzi italiani, ha deciso che qui non voleva restare e si è iscritta all’Università di Edimburgo.
Come succede sempre in questi casi, la vita della famiglia viene stravolta e riorganizzata e, da un giorno all’altro, ci trasformiamo in genitori a distanza.
Si incomincia a pendolare, si è sempre in movimento, ci si sente e ci si vede via FaceTime. Questo cambiamento è talmente grande che non riguarda solo il nucleo familiare direttamente interessato ma si riflette su tutta la famiglia allargata.

Chi non capisce quanto queste decisioni siano enormi e cambino radicalmente la vita e le abitudini di un numero sempre più grande di famiglie e, conseguentemente, l’economia e la società di un intero paese è come minimo superficiale.

Avevamo sempre detto, più o meno scherzando, che avremmo portato “Nonna da Ale”, ma sembrava quasi che nessuno di noi ne fosse realmente convinto. Nel frattempo mia mamma era diventata una celebrity fra gli amici di mia figlia, che sapevano tutto di lei, delle sue straordinarie capacità culinarie e del leggendario “pacco da giù”, che invia regolarmente tramite “i corrieri”, cioè noi.
Poi mio fratello, a sorpresa, ha deciso di comprare due biglietti, per lui e per mia madre, per portarla, appunto, da Ale.
Eravamo quasi certi che mia mamma ci avrebbe preso per pazzi e ci avrebbe mandato al diavolo, invece no, non ha battuto ciglio e ha semplicemente detto: “va bene”.  A quel punto non ho esitato un istante a comprare anch’io un biglietto aereo! Non mi sarei persa l’esperienza per nessun motivo al mondo!

Mi rendo conto che può sembrare una cosa non troppo eccezionale ma pensate di avere 86 anni, di non essere mai usciti dall’Italia, anzi, di non essere mai andati a Nord di Firenze, di non aver mai preso un aereo in vita vostra e qualcuno, con dieci giorni di anticipo, vi dica che partirete per la Scozia a fine gennaio!

Inutile dire che l’esperienza è stata bellissima, per Ale che ha avuto la gioia di vedere Nonna in quella che ormai è la sua nuova casa (che naturalmente Nonna ha tirato a lucido non appena arrivata), per Nonna che vedendo dove vive la sua unica nipote la sentirà sicuramente più vicina e sarà lei stessa più tranquilla, per me che ho aspettato cinquant’anni per vivere un’esperienza bellissima e divertente!

Quello che si delinea con sempre maggiore evidenza è che il nuovo flusso migratorio in uscita dall’Italia è un fenomeno enorme che riguarda ragazzi che vanno a cercare di realizzare i loro sogni in paesi più accoglienti e meritevoli dei loro sacrifici, che riguarda uomini e donne che anche se non hanno un dottorato sono pieni di voglia di fare, sanno fare bene il loro lavoro e cercano reali opportunità di crescita e sviluppo altrove, di genitori che si ricollocano ovunque per poter stare con i figli e con i nipotini e di nonni che andrebbero ovunque, anche a remi, pur di raggiungere i nipoti dovunque la vita li abbia condotti.

Stefania

2 pensieri su “Il battesimo dell’aria per le nonne dei cervelli in fuga

  1. Anche noi come tanti genitori abbiamo un figlio ormai da 7 anni in Inghilterra, è partito per fare un dottorato a York e dopo un mese dalla celebrazione della laurea è stato assunto da un’Università a Londra. A gennaio 2018 abbiamo comprato il biglietto a sorpresa alla nonna che a 80 anni ha preso l’aereo, lei che al massimo ha fatto 100 km con la macchina. Una esperienza bellissima per noi e per lei: si è messa in cucina e gli ha lasciato il congelatore pieno, ora pensa a fare di nuovo un viaggetto per vedere come si è sistemato nella nuova casa, abbiamo “reimpostato” la nostra vita ma è un arricchimento per tutti. Anna Maria

  2. Mio padre ottantaquattrenne ha preso il primo aereo della sua vita per volare a New York da mio figlio Leonardo con cui ha da sempre un rapporto molto forte.

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