Mamma-canguro

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Lettera di mamma Caterina

Ho un figlio in tasca, non posso abbracciarlo, ma posso parlargli e vederlo su un display.
Ho un figlio intangibile, compare di tanto in tanto sullo smartphone. Lo riconosco, prima ancora di stabilire la connessione, dallo squillo della suoneria personalizzata.
Sono una delle migliaia di madri che portano almeno un figlio in tasca, sempre in attesa del bip di un messaggino che, se è una foto, diventa più rassicurante.
Da quando è impossibile viaggiare, metto soltanto indumenti con le tasche: il cellulare gira con me ovunque. Stiamo vicini così, accontentandoci dei contatti virtuali, aspettando, con stato d’animo diverso, che la distanza possa di nuovo essere annullata da qualche ora di aereo.
Le sensazioni somigliano al periodo della gravidanza: identiche sono le ansie, i timori, le speranze e soprattutto l’impazienza. Cambia la consapevolezza, perché la durata della separazione non è quantificabile.
Sono diventata madre-canguro, ho un figlio in tasca, ma le mani toccano un pezzo di plastica, metallo e vetro che trasmette immagini. Alcune sono bellissime.
Amare è un rischio, essere madre pure.
Caterina

3 pensieri su “Mamma-canguro

  1. come ti capisco come me tutte le altre mamme , ben venga skype ,wattsapp, etc, oggi.,quando io mi sono
    allontanata dal mio paese di origine, olanda nel lontano 1974, non c,era nientaltro che il telefono , ma potevi fare la chiamata solo con i gettoni , percio oggi che i ruoli sono invertiti e è mio figlio che si trova in un altro paese ,ingilterra, mi ritengo ancora fortunata , e non vedo l,ora che tutto finisca per poterci abbracciare dinuovo .

  2. Carissima, come ti capisco! Ho persino comprato uno smartwatch per quei rarissimi casi in cui non ho le tasche , ma come tu sai, niente potrà sostituire un abbraccio dei nostri figli !

  3. Uguali sensazioni e percezioni! Ho un figlio in Londra da 10 anni. Prima della pandemia la relazione era una festa! La lontananza veniva premiata dai suoi ritorni e dalle nostre visite, adesso è cambiato tutto; non lo vedo da Natale 2019 e purtroppo non si fanno programmi. Che dire? Lo smartphone è un mezzo diabolico, odioso, ma…viva lo smartphone!

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