Mamma, psicanalista e scrittrice

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Mi chiamo Francesca, vivo in provincia di Pesaro, di mestiere faccio lo psicoanalista e sono la mamma di un cervello in fuga: laureato a Ca’ Foscari a Venezia in lingua orientali, un anno di borsa di studia a Pechino, specializzazione a Soas a Londra, Master in Sinologia a Oxford, ora in partenza per Canton nel sud della Cina per lavorare presso un Istituto di ricerca.
Detta così sembra lineare e semplice ma così non è.
Nelle lunghe notti insonni, aspettando telefonate e messaggi dai numerosi aereoporti di partenza, ho scritto un libro “Fiori di zucca a colazione”.

La storia che Francesca scrive si sviluppa a seguito della partenza del figlio per impegni di studio e così l’autrice rivive alcuni dei momenti più importanti della sua vita: agli inizi degli anni Ottanta una giovane dottoressa fa il suo ingresso in uno dei più imponenti manicomi italiani. È l’inizio di un percorso professionale ricco di esperienze di vita, che le permette di entrare in contatto con realtà molto complesse e capire in cosa consiste decifrare la mente umana e i suoi innumerevoli linguaggi. Malgrado ciò, a distanza di molto tempo, si apre un conflitto difficile a partire da una vicenda personale apparentemente normale. La vita rassicurante di provincia, la descrizione dei luoghi, le storie dei pazienti, i ricordi e il presente contestualizzano la narrazione sempre leggera e ironica. Il ritorno dall’analista per fare il “tagliando” segna un cambio di passo verso la consapevolezza e il senso. La ricostruzione, o meglio, la ricerca di trame perdute, passa per la Calabria di suo padre, uomo che ha vissuto il dramma della prigionia politica a Dachau. Alla protagonista ciò fornisce l’occasione di mostrare le proprie fragilità alle persone che la conoscono meglio.

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