“Signorina, non c’è fretta…” – Matrimoni e unioni civili nel 2020

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La pandemia ha fortemente condizionato anche scelte delle coppie che desiderano formalizzare la propria relazione.
Per esempio, mia nipote vorrebbe sposarsi quest’estate ma è piena di dubbi; non sulla bontà della relazione con il suo compagno ma sulla difficoltà di programmare l’evento: data, abito, inviti, cerimonia, festeggiamento.
L’unica “consolazione” per lei e per quelle coppie che decidono di sposarsi in questi mesi è l’ampia possibilità di fissare una data perché, come le ha detto l’impiegato comunale: “Signorina, non c’è fretta per la data tanto qui non si sposa più nessuno”.
E non è solo il caso di mia nipote: il secondo trimestre del 2020 ha infatti registrato una diminuzione dei matrimoni di circa 80% rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente.

Tuttavia, anche prescindendo dalla pandemia, gli ultimi dati pubblicati dall’Istat su matrimoni e unioni civili in Italia (riferiti al 2019) mostrano la fotografia di un paese che, da un lato sta profondamente cambiando mentalità e, dall’altro, sconta gli effetti di una crisi economica che si riversa soprattutto sulle opportunità occupazionali dei più giovani.

Nel 2019 sono stati celebrati in Italia 184.088 matrimoni, 11.690 in meno rispetto all’anno precedente (-6,0%). Il calo riguarda soprattutto i primi matrimoni.
Diminuiscono anche le seconde nozze o quelle successive (-2,5%) ma, allo stesso tempo, aumenta la loro incidenza sul totale: ogni 5 celebrazioni, almeno uno sposo è alle seconde nozze.
Le libere unioni sono sempre più diffuse, anche nel caso di famiglie con figli: nel 2019 infatti un nato su tre ha genitori non coniugati.
Ancora un altro dato è la crescita sostenuta delle nozze celebrate con il rito civile, passate dal 2,3% del 1970, al 36,7% del 2008 fino al 52,6% del 2019 (96.789 matrimoni celebrati con rito civile). Questa scelta si sta affermando rapidamente anche nei primi matrimoni (dal 27,9% del 2008 al 41,6% del 2019).
Sono in continuo aumento anche le convivenze prematrimoniali, le quali possono avere un effetto sul rinvio delle nozze a età più mature.

Ma è soprattutto la protratta permanenza dei giovani nella famiglia di origine a determinare il rinvio delle prime nozze: aumento diffuso della scolarizzazione e allungamento dei tempi formativi; difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro e condizione di precarietà del lavoro stesso; difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni.
L’effetto di questi fattori si amplifica nei periodi di congiuntura economica sfavorevole, spingendo i giovani a ritardare ulteriormente, rispetto alle generazioni precedenti, le tappe dei percorsi verso la vita adulta, tra cui quella della formazione di una famiglia.

2 pensieri su ““Signorina, non c’è fretta…” – Matrimoni e unioni civili nel 2020

  1. Volere è potere.
    Con tanta motivazione e determinazione tutto è possibile.
    Mio figlio si è sposato, in Italia, con rito civile, lo scorso anno il 10/10/2020 (data imperdibile).
    Le pubblicazioni sono state fatte attraverso il Consolato e…….. ciliegina sulla torta, sempre lo scorso anno ha acquistato casa e, a novembre, ha fatto il trasloco.
    Quindi…..non lasciare mai nulla di intentato fino alla fine.

  2. Se una coppia decide di sposarsi, che sia civilmente o in chiesa, non penso si faccia fermare dalla pandemia. Il problema principale, credo sia un altro, il fatto di non poter realizzare l’ideale di nozze che ognuno, specie noi donne, ci creiamo nella mente e che ci piacerebbe realizzare. Però se ci si ama veramente, se veramente c’è il desidero di formare una famiglia, non si bada poi molto alla forma ma alla sostanza. Certo spiace non poter condividere un momento così importante con i propri affetti più cari. Ma oggi ci sono infinite modalità per poter essere insieme: le abbiamo sperimentate in questo lungo anno. Oltre a questo aspetto poi, forse, c’è pure l’incertezza del futuro, molti magari pensando a metter su famiglia, tentennano perché hanno paura del futuro, specie lavorativo, c’è troppa incertezza, credo che principalmente sia questo che blocchi molti a fare il grande passo. Ma se dovesse trattarsi solo della festa o della coreografia in generale, io mi butterei a capo fitto senza pensarci troppo: la vita è troppo breve per attendere.

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