Telecomunicazioni e telepatia

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Bisogna decontestualizzare questa frase (tratta dal film Traffic) e se la riferite al nostro rapporto con le telecomunicazioni, vedrete che funziona benissimo: “Nei giorni buoni, sento che posso farcela, che tutto ha un senso. Non devo controllare il futuro e credo che tutto andrà bene. Ma nei giorni brutti vorrei solo prendere il telefono e iniziare a comporre numeri“.

Costi stratosferici si sono abbattuti sul nostro manage nei primi anni da mamma di cervelli in fuga per parlare con gli expat; qualcuno si ricorderà ancora delle carte telefoniche internazionali, qualcosa tipo 32 cifre da digitare prima di comporre il suo numero; piccole telecamere da fissare sul monitor del computer per poi vedere un’immagine rassomigliante più ad un quadro cubista che al viso di tua figlia!

Poi è arrivato Skype e la vita è molto migliorata.

Ma il contatto che preferisco tra tutti è lo squillo del telefono fisso verso mezzanotte, quando rispondi mezzo addormentata e dall’altro capo del filo senti “Mamma, tutto bene ma mica dormivi già?” – “no, no, tesoro stavo giusto pensando a te”.

Se volete consigli pratici sulle telecomunicazioni, leggete pure Come telefonare quando sei all’estero

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