Un viaggio immaginario

mappa Angie

Lettera di mamma Angie

Uscendo una mattina ho notato, appoggiate al muro della casa dirimpetto, delle cose pronte per il ritiro da parte di chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti ingombranti. Una era una rete da letto matrimoniale e l’altra una cartina geografica incorniciata, grande quasi come la rete. Mi ha incuriosito e sono andata a vedere da vicino, c’era tutto il mondo comprese le bandierine dei vari paesi ai bordi. Ho controllato, quasi ce ne fosse bisogno, se c’era anche l’Australia.
Mentalmente ho tirato una riga da qui a là. Con la cartina davanti, il mio pensiero di essere là si è come concretizzato, facendomi sentire vicino a quelli che sono i miei pezzi di cuore lontanissimi.
In un attimo sono atterrata dove sono stata l’anno scorso, in luoghi conosciuti, in casa di mio figlio.
E’ scattato in me qualcosa che mi ha fatto venire voglia di poter rivivere questa bella sensazione e senza esitazioni ho preso su la cartina. Speravo di non essere osservata dai vicini che non credo avrebbero capito il mio gesto. Non era solo un recupero, mi sembrava di avere tra le mani il mondo intero e di poterlo attraversare in un battibaleno.
Certamente con le tecnologie di oggi, ciò che avevo di fronte era un mezzo di conoscenza sorpassato, forse era stato scartato proprio per questo, non capivo neanche cosa ci facesse in un appartamento un oggetto da aula scolastica. Non mi importava, volevo potermela guardare ancora. Come l’ho presa in mano mi sono resa conto di quanto fosse enorme, in casa non c’era un pezzo di parete sufficiente per accoglierla allora l’ho messa in garage. Mio marito se l’è trovata fra i piedi e subito non ha capito il mio ennesimo accattonaggio, ma poi gli ho dovuto dare ragione quando mi ha detto che un mappamondo sarebbe stato molto più comodo.
L’appenderò e con un dito percorrerò la distanza che mi separa da mio figlio, la sua sposa, il mio nipotino nato da poco e che non so neanche quando potrò prendere fra le braccia.
Sulla mia grandissima cartina geografica sarà più facile sognare, di questi tempi purtroppo mi dovrà bastare.
Intanto sono, come tante di voi, al punto di partenza di una corsa pronta per il via!

Angie

3 pensieri su “Un viaggio immaginario

  1. Cara Angie
    ho letto con attenzione il tuo racconto del “viaggio immaginario” che hai fatto percorrendo la cartina geografica raccattata per caso tra i rifiuti della casa di fronte!!
    Ho trovato il tuo racconto bello ed emozionante e soprattutto in linea con quanto contraddistingue lo stato d’animo della gran parte delle mamme con figli lontani …. che raccontandosi ed esternando le loro sensazioni scoprono quanto tutto questo aiuti ad alleviare l’angoscia della solitudine e della lontananza ….!!!
    Perciò forza e coraggio cara Angie, siamo con te, andiamo avanti un pezzo per volta…!!! Augurandoci tutti che questo momento diventi presto solo un brutto ricordo, speriamo che presto possiate volare e raggiungere, questa volta realmente, i vostri cari e tenere tra le braccia il vostro piccolo !!!
    Maria rita

  2. Ma che bella storia. Anche io ho figlio e nuora in Australia e spesso anche io faccio scorrere sulla cartina il dito su tutto il percorso che mi separa da loro. Grazie.

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