Reazioni al distacco

lucy barton

Di quanta preparazione abbiamo bisogno per affrontare la partenza dei nostri figli?

Un anno (il tempo che, per esempio, ho avuto io) è sufficiente?

In genere il tempo, quello del calendario, non è un buon metro di valutazione perché, verosimilmente, tendiamo a rinviare la “presa di coscienza” dell’evento che sappiamo accadrà.

E così ci ritroviamo in aeroporto, pronte per l’abbraccio finale, a domandarci se abbiamo avuto tempo a sufficienza per … tutto quello che, in quegli istanti, ci viene in mente; soprattutto per le cose non dette o non ripetute fino all’esasperazione, per i gesti non fatti, per i maglioni o le magliette che abbiamo dimenticato di infilare di nascosto in valigia all’ultimo momento.

Ma siamo tutte così? Forse no.

Recentemente, mi sono imbattuta in aeroporto in una famiglia che accompagnava il figlio in partenza per la Germania; avevano bicchieri di plastica e una bottiglia di spumante che hanno stappato nel momento in cui il figlio ha varcato il controllo bagagli.

Mi sono chiesta: è un augurio o festeggiano la “liberazione”?

Leggete la bella recensione della nostra amica Ornella Fortuna al libro di Elizabeth Strout proposto in copertina.

4 pensieri su “Reazioni al distacco

  1. Come vi capisco!!! La mia è a Francoforte da quasi cinque anni ed ogni volta che parte è sempre doloroso. E’ figlia unica e io sono da sola a Milano. Giulia mi manca tantissimo. Qui lavorava in una scuolaccia per pochi spiccioli al mese. In Germania non è stato tutto rose e fiori, ma almeno riceve uno stipendio decoroso rispetto ai sacrifici che ha fatto per fare l’Università e master vari.
    Un abbraccio a tutte le mamme e i papà di figli in fuga.
    Giusi

  2. Ciao, sono anch’io una delle tante mamme che soffrono per la partenza del proprio figlio: NON CI SI ABITUA MAI. Ogni volta è sempre più doloroso il distacco. Un saluto a tutte le mamme che come me sono tristi.

  3. Il cuore si abitua a pompare accelerato quando scuoti la mano per l’ultima volta prima di vederla sparire dopo il controllo bagagli! Le emozioni sono uguali ma sapere che dopo la lacrimuccia si è in grado di riprendere la vita in modo normale tranquillizza!
    Dopo il Natale è partita di nuovo con bagagli sproporzionati alla sua statura ma non alla sua forza interiore.

  4. Ciao,noi abbiamo avuto meno di una settimana (da mercoledì al lunedì successivo) quando nostra figlia si è trasferita per lavoro a Lione da Torino. Adesso è a Parigi da un anno e in totale sono quasi 3 che è partita. Forse patisco più ora il distacco di allora…..

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